Il sangue di Firenze

di Fabrizio Zallocco
Concept: Appartenenza

Gioco duro, fatto di tradizione, prestanza fisica, agilità e intelligenza, scontro aspro ma leale. Cinquanta minuti di gioco ininterrotto, fatto di placcaggi e cazzottate per poi “cacciare” nella rete avversaria il pallone e segnare così la caccia “goal” su quel campo di sabbia allestito per l’occasione in Piazza Santa Croce, questo è il Calcio Fiorentino, detto anche “Calcio in Livrea”.
E’ un gioco storico che ha origini molto lontane, proviene dai giochi con la palla degli antichi Greci chiamato nel caso specifico “Sferomachia”, evolvendosi, si giocava al Calcio nelle piazze di Firenze,
sino ad organizzare partite rimaste nella storia cittadina.
La partita più famosa risale al 17 Febbraio del 1530, servì a ritemprare lo spirito dei fiorentini mentre Firenze era ormai assediata da mesi dalle truppe di Carlo V tanto da riuscire poi a resistere all’assedio.
Nei giorni nostri, le partite si disputano nel mese di Giugno, dalle quattro squadre dei quartieri storici cittadini, Bianchi di Santo Spirito, Rossi di Santa Maria Novella, Azzurri di Santa Croce e Verdi di San Giovanni.
Nella Piazza, i calcianti, 27 per ogni squadra, provenienti da numerose discipline sportive, danno vita a grandi combattimenti di alto agonismo e forte resistenza fisica, difendendo i loro colori, fino allo stremo, attingendo non solo la loro prestanza fisica, ma allo spirito di “Appartenenza”, di un proprio colore saturo di: tradizioni fiorentine, dell’amore verso il proprio quartiere, di allenamenti intensi prima in palestra e poi sui campi di sabbia e di tutti i momenti di aggregazione vissuti con la gente del proprio quartiere.

Fabrizio Zallocco

Fabrizio Zallocco è un consulente informatico, di origini Marchigiane ma poi trasferitosi in Toscana prima a Pisa per gli studi universitari e poi vicino Firenze per lavoro, dove vive tuttora.
Si appassiona alla fotografia in questi ultimi anni e frequenta dei corsi di tecnica fotografica e successivamente di reportage e inizia a visitare varie mostre ed esposizioni in modo da poter costruire un proprio background fotografico.
Avendo vissuto fino a 20 anni in un ambiente tipicamente rurale, che ne hanno determinato le proprie passioni, interessi e carattere, nella sua fotografia predilige documentare le tradizioni e la vita quotidiana propria delle persone, sia negli ultimi viaggi intrapresi in Asia e Africa che nei luoghi dove vive, con il suo primo lavoro “Il sangue di Firenze”.